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Venti freddi dalla Russia
Ogniqualvolta
sul Nord dell'Europa la pressione aumenta e si forma un vasto anticiclone,
sul bordo orientale di questo estese masse d'aria fredda si mettono in
movimento dalla Russia siberiana verso l'Europa.
Lungo
il loro moto da Est verso Ovest si organizzano in "onde", proprio come
quei rigagnoli di pioggia lungo le strade asfaltate in pendenza che inizialmente
scorrono come un velo uniforme e dopo qualche metro si sfrangiano in tanti
fronti d'acqua: è l'effetto dell'attrito sul terreno.
L'aria
fredda continentale scorre prevalentemente rasosuolo data la sua elevata
densità, occupando uno spessore di 1-2 chilometri; poi, periodicamente,
in seno al flusso, giunge una di queste onde il cui spessore raggiunge
i 5-6 km, e che ha le caratteristiche di un vero e proprio "fronte freddo":
spinge l'aria più mite preesistente verso l'alto, la raffredda a
sua volta finche condensa in nubi.
Quando
un groppo freddo giunge da Est o da Nord-Est sul Mediterrano dai Balcani,
nel giro di un giorno si scalda dal basso e si umidifica a contatto col
mare, dando luogo ad estesi annuvolamenti e fenomeni intensi che nella stagione fredda sono nevosi a bassa
quota su tutto il centro-sud d'Italia, soprattutto sulle regioni adriatiche
più esposte, meno su quelle tirreniche.
Le
irruzioni orientali danno effetti marginali sulle regioni nord-orientali,
con annuvolamenti e nevicate sparse.
Sul
Piemonte gli effetti sono prevalentemente una copertura non spessa del
cielo ed il freddo. le precipitazioni sono un evento marginale o
del tutto assente. L'evoluzione delle irruzioni da est è solitamente
semplice:
Il
giorno prima dell'arrivo del groppo freddo orientale le correnti sono miti
e caratterizzate da una componente di moto da Nord-Est: scavalcano le Alpi
e giungono al suolo con una componente discendente; oltre che riscaldarsi
per la compressione e per un moderato effetto di foehn
a mano a mano che scendono di quota, d'inverno erodono progressivamente lo strato
freddo al suolo portando una giornata molto assolata e mite. D'estate si avverte un caldo piuttosto secco.
L'evoluzione
giornaliera delle brezze modula l'onda fredda in arrivo in modo che solitamente
essa passi sul Piemonte dopo il tramonto; più raramente capita che
essa passi il giorno dopo immediatamente dopo l'alba. Solo onde fredde
di eccezionale gradiente sono riuscite a passare in altri momenti della
giornata (es: Aprile 1992 in cui da una bellissima giornata con temperatura
massima pari a 17 gradi, alle 3 di pomeriggio a Torino si ricoprì
e dopo un ora iniziò a nevicare pesantemente!). Al passaggio del
fronte freddo le correnti ruotano da Est ed il tempo cambia improvvisamente
nel giro di un ora: le correnti non discendono più dalle Alpi ma
entrano dall'Adriatico e cessa di colpo l'effetto di riscaldamento, con
conseguente perdita di 5-6 gradi di colpo; in più incontrano le
Alpi a Ovest di Torino e sono costrette a sollevarsi raffreddandosi ulteriormente
in quota e condensando in nubi grige e stratiformi. Da queste è
tuttavia raro avere precipitazioni dato il modesto contenuto di acqua delle
masse d'aria continentali fredde, che sul Piemonte giungono senza il contributo
del Mediterraneo.
Il
fenomeno più vistoso è soltanto... il brusco cambiamento
di clima che nel giro di poche ore passa da mite o caldo a decisamente pił freddo.